Nel giorno della Befana, in America doveva succedere qualcosa di molto importante, ed in effetti è stato così. Ma non è stato quello che ci si aspettava.
In qualche modo si è scritta la storia. Si è visto (e non è ancora finita) come affidare il Paese più grande e forte, almeno del mondo occidentale, ad un antidemocratico tendenzialmente dittatore come Trump possa spingere fino all'orlo della guerra civile. Possa far perdere i sacri dogmi della democrazia e spingere, attraverso l'uso improprio dei media di cui si dispone, fino all'insurrezione.
Nel giorno in cui il Congresso riceve due nuovi senatori democratici e si avvia a proclamare Joe Biden Presidente eletto, una folle folla di invasati, sollecitati dal Presidente uscente Trump decide, come bravi di manzoniana memoria, che questo "non s'ha da fare".
Non so dire come finirà, ma di certo so che questi fatti rafforzano la mia scelta di non lasciare i miei commenti a Facebook, ma di esporli in modo più ragionato da queste colonne. Quale il nesso fra queste due cose? Che in Facebook, sono sicuro, avremmo una serie di commentatori in grado di distorcere realtà e senso del post, mentre qui i commenti (ma, ahimè anche il numero dei lettori sarà minore) saranno più pacati. Ma questi pensieri resteranno nel tempo, potranno essere confutati a ragione e non solo per partito preso.
Dobbiamo imparare a governare questi nuovi strumenti, non siamo preparati. Non abbiamo chiaro il concetto di confronto a distanza, di comunicazione e di valori che dovrebbero ispirare ogni riflessione ed i relativi commenti. Ci siamo trovati dentro a forza, abbiamo avuto l'impressione di una nuova onnipotenza, di una nuova forma di partecipazione popolare. Illusione.
Per tornare al tema, Trump non ha mai nominato, per quanto abbiamo visto e sentito in diretta dai commentatori e dai testi che lui ha prodotto, il Popolo americano, ma solo i suoi seguaci. Come in una setta. Forse però non ha calcolato bene modi e tempi di questa sua "resistenza" alla volontà popolare. Così è solo riuscito a fermare la proclamazione di Biden, dopo che pure il suo vice Pence gli aveva negato di seguirlo su questa strada antidemocratica.
Ma così facendo si è messo contro anche il popolo repubblicano che ama la democrazia e non una oligarchia autoreferenziale. L'America adesso rischia di essere allo stesso livello di stati centroamericani, se non di quella Nord Corea con cui alla fine Trump si trova anche bene. Dal 20 gennaio Trump potrebbe essere perfino incriminato per attentato alla sicurezza nazionale.
Che finale squallido per un ex Presidente.
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