Dunque, abbiamo detto: nasce Internet e su questa piattaforma mondiale si comincia a costruire l'immagine del mondo futuro, ma per fare questo sono occorsi più di 30 anni. Motore di Internet è stata la digitalizzazione, ovvero la trasformazione di tutto quello che ci circonda in un insieme di numeri binari (0 e 1) che oggi rappresentano la realtà. Ma non è finita.
Anzi, per meglio dire: comincia adesso. Ma fin da subito capiamo che questa rivoluzione cosmica ha dei limiti. Primo: non tutti conoscono e sanno usare le tecnologie che vengono loro messe in mano come consumatori finali. Alcuni non sanno proprio da che parte cominciare. Altri vorrebbero, ma non possono. Capiamo meglio questo passaggio.
Chi è giovane, diciamo sotto questa soglia dei 30 anni, a prescindere dal grado culturale, ha una certa dimestichezza con computer e altri supporti informatici, essendo nati già in quest'epoca e con questi strumenti come oggetti normali, che facilmente si trovano in una famiglia anche non particolarmente agiata dal punto di vista economico.
Chi sta tra i 30 e i 60, quindi oggi in età lavorativa, o li ha conosciuti da piccolo o li ha dovuti acquisire per lavoro, o perché genitore di quei giovanotti che stanno prima dei 30. Per chi sta sopra i 60, quindi diciamo in età da pensione, se non ha usato un computer o un cellulare per lavoro o per piacere personale, non sa tanto bene di cosa si stia parlando. Certo, ne può comprendere la funzione, ma fino a un certo punto. Di certo, se non hanno lavorato in ambienti tecnologici, hanno una vaghissima idea di cosa ci stia dietro.
E questo diciamo che è già un divario consistente, a livello generazionale. Non solo: chi è giovane o ha avuto modo di avere un lavoro che lo ha portato ad essere a contatto con lingue straniere, e in particolare l'inglese, ha più facilità nell'uso nella gestione dei processi informatici. Ma molte persone che hanno più di 60 anni hanno grosse difficoltà a capire determinati termini che sono via via entrati nella nostra parlata, anche demolendo la nostra amata lingua, e pregiudicando così l'uso di apparecchi tecnologici alle generazioni più avanti negli anni.
Chi sa esattamente cosa significhino termini come: streaming, background, network, news, storyboard, cluster, star system... il mio correttore di bozze, impostato su italiano, dei sette termini che ho indicato mi ha segnalato uno solo come non conosciuto. Questi termini sono stati detti alla televisione nazionale nel tempo di un'ora.
Dunque, questo è un aspetto primario della questione: l'uso di apparecchi tecnologici è difficoltoso per persone anziane, sia per il tipo di strumento, sia per l'uso continuo di termini inglesi, e anche perché avranno bisogno di assistenza da parte di persone più esperte in grado di insegnare loro come usare tali apparecchiature, o addirittura di sostituirsi a loro. Ma esiste un altro aspetto che genera divario, e lo abbiamo visto clamorosamente durante questi mesi di isolamento causa pandemia.
Molti giovani hanno avuto grandissimi problemi a seguire la didattica a distanza perché non dotati di apparecchiature idonee o perché abitanti in zone non servite adeguatamente dai servizi di trasporto dei dati. La DAD o didattica a distanza ha fatto emergere questi problemi, che erano e sono tuttora presenti sul territorio nazionale e rappresentano un ostacolo molto pericoloso a quella che potremmo definire "democrazia informatica". Il diritto di tutti i cittadini ad avere accesso agli strumenti e ai supporti informatici, soprattutto in età scolastica, quando tutto il mondo sta evolvendo verso questi strumenti come divulgazione culturale, scientifica, di relazione, intrattenimento e qualsiasi altra applicazione si voglia dal mondo informatico.
Divario. Separare, dividere. Ancora una volta la storia ci mette di fronte alle nostre responsabilità. Lo Stato dice SPID e la gente si chiede cos'é. Se vuoi sapere quale sia la tua pensione, il tuo stato contributivo, insomma se vuoi avere contatti con l'INPS devi avere lo SPID. E per averlo, tra le altre cose, devi avere un numero di cellulare a cui farti mandare con un messaggio il codice univoco di accesso per entrare nell'applicazione (sito) di INPS. E questo per ogni singola identità, dal momento che SPID significa Sistema Pubblico di Identità Digitale. Essere una serie di 0 e 1 per definire chi siamo.
Ciò che affermo qui non è che tutto questo sia sbagliato, altrimenti non sarebbe stata nemmeno giusta la rivoluzione industriale duecento anni fa. Ciò che affermo è che tutto questo deve avvenire tenendo presente le persone. Chi sono e come possono accedere con successo a questa evoluzione culturale, senza essere lasciate indietro, emarginate, ignorate. A prescindere dall'età, dal ceto sociale e dal luogo dove vivono. C'è una parola che rappresenta tutto questo: italiani. Cittadini italiani. Lo Stato per primo non può permettersi il lusso di lasciare indietro nessuno.
Io nel mio piccolo, ma tante altre organizzazioni e singole persone stanno cercando di aiutare chi rischia di restare indietro, di non far perdere a nessuno, soprattutto ai più giovani, il passo con il futuro. Ma restano i limiti e i rischi, e nei prossimi post vedremo di quali altri problemi dobbiamo tenere conto per essere presenti al meglio in questo mondo.
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