Da quando esiste la matematica, e da quando da questa scienza si è generata l'informatica come oggi la conosciamo e definiamo. in modo quasi impercettibile ha iniziato ad entrare nella nostra vita la realtà digitale. Ecco perché è così difficile capire cosa sia, quali siano le sue applicazioni, dove interviene nella nostra vita. E ancora peggio, capire cosa sia e distinguere l'analogico.
L'analogico (ovvero analogo, simile) compara, il digitale è. E questo per un semplice motivo: il digitale si basa, al suo livello minimo, su di una sequenza di numeri che possono assumere solo due valori: zero o uno.
Si chiama sistema binario, dal latino, proprio perché ha solo due valori. Come due sono i binari del tram o del treno. Anche i valori di zero e uno non hanno lo stesso significato che diamo ai nostri numeri, ma hanno più il valore di "acceso o spento", di "si o no", di "vero o falso". In gergo tecnico questi sono BIT (sintesi di binary digit, dall'inglese, col significato di "dato binario") e otto di questi bit compongono un byte. Provate a fare un gioco: prendete un foglio e scrivete tutte le combinazioni che si possono realizzare con questi 8 punti che possono assumere il valore 0 o 1:
000000000 - 00000001 - 00000010 - 00000100 - eccetera fino a 11111111.
Vi dico subito: sono 256 combinazioni. In matematica sarebbe l'equivalente di 2 all'ottava potenza: due valori (0 e 1) che si combinano 8 volte. Se pensate che i numeri sono 10 e le lettere dell'alfabeto inglese sono 26, aggiungete qualche carattere speciale, come virgola, punto, punto esclamativo, due punti... in ogni caso non riusciamo a saturare le 256 combinazioni. Utilizzando questi valori in modo standardizzato, cioè in modo che ad una determinata combinazione corrisponda una lettera, un numero o un simbolo, possiamo comunicare. In questo modo abbiamo trasformando la nostra vecchia macchina da scrivere (analogica) in una tastiera di computer... digitale, ecco spiegato il miracolo.
Nei nostri computer, tablet, cellulari è presente una interfaccia, uno strumento che traduce il tasto che premiamo in un byte e lo memorizza in un supporto digitale. E' così che la macchina da scrivere è diventata computer. Da analogico a digitale. Lo stesso procedimento, effettuato in maniera più complessa e utilizzando anche altri supporti, si può realizzare per foto, filmati, voce, musica e in questo caso parliamo di supporti multimediali.
Ma perché il digitale è così importante? Perché le informazioni che girano su Internet sono solo digitali. Se avete una vecchia foto stampata su carta e volete mandarla alla zia in America, o la mettete in una busta e la spedite via aerea (soluzione analogica) o la scannerizzate e la mandate con un fax o col cellulare attraverso una applicazione di posta elettronica o social in pochissimi attimi.
Altra cosa che impressiona è la capacità di memorizzazione che i moderni supporti digitali offrono. Su una scheda di memoria di una macchina fotografica digitale possono trovare posto anche più di 7 o 8 mila fotografie. Ed il supporto è più piccolo di un quadratino di una tavoletta di cioccolato. Una biblioteca con 10.000 libri può stare in una scatoletta grande come una confezione da 40 cerotti assortiti.
Su Internet le informazioni viaggiano alla velocità della luce, per cui per andare in America un dato ci mette meno di un decimo di secondo, un battito di ciglia. Con la digitalizzazione e attraverso Internet possiamo trasferire scritti, fotografie, video, dati contabili, effettuare transazioni di acquisto e di vendita di qualsiasi cosa e quindi muovere denaro, ingentissime quantità di denaro. Oggi arriviamo a gestire i nostri conti correnti senza fare code e senza muoverci da casa, pagare bollette, sapere quanti soldi abbiamo sul conto e muovere questi soldi pur restando fermi. Ma attenzione: anche l'elettricità è buona, fa funzionare tutta la nostra casa, ma se si toccano dei fili scoperti si può prendere una scossa tremenda.
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