lunedì 18 gennaio 2021

21.01.05 Fake News e l'informazione del WEB

Uno dei motivi per cui si accede al WEB oggi è la ricerca spasmodica di informazioni (news) freschissime, per essere sempre sulla cresta dell'onda, visto che parliamo di navigare... ma attenzione, tutto questo ha un prezzo, che ben conosce chi ha fatto giornalismo per una vita e che oggi deve combattere per cercare di tenere dignitosamente il proprio ruolo e professionalità.

Cosa si intende, prima di tutto, per Fake News? Ancora una volta ci dobbiamo confrontare con la lingua inglese che non è la nostra, almeno non lo è per le generazioni meno giovani. La traduzione più semplice è notizie false, altrimenti dette bufale. Dietro a questa etichetta, ormai di moda, si nasconde un mondo fatto sia di buonafede che di autentica criminalità. La buonafede la possiamo invocare quando una notizia viene data non secondo i canoni classici del giornalismo, riassumibile nelle classiche 6 domande: chi, dove, quando, come, cosa e perché. E soprattutto non vengono controllate le fonti, non c'é un presidio della verità dell'informazione, ma per arrivare primi si sorpassa a destra, se l'immagine può rendere l'idea.

La criminalità, e il vocabolo non è casuale, è quando la notizia ha finalità destabilizzanti, diffamatorie, oltraggiose e sicuramente non veritiere. Queste sono subdole, perché molte volte sono somministrate in forma molto accattivante, date come esclusiva o come qualcosa di eclatante. Alcune sono state storiche, e qualcuna fatta chiaramente per scherzo, è perfino simpatica e piacevole. Direi che nel mondo dei media, quella più famosa e storica, prima ancora dell'avvento della rete, fu la trasmissione in diretta di Orson Wells riguardo l'invasione della Terra da parte di alieni. Quello scherzo gettò un'intera nazione (gli Stati Uniti) nel panico, ci furono incidenti, fughe, scene terribili che la storia ricorda e riporta.

Oggi la situazione è meno drammatica, ma sicuramente più intricata. Ci sono persone date per morte mentre sono ancora vive e vegete, ci sono annunci di scoperte scientifiche mai avvenute o pericolose per la salute, come fare la mammografia provoca l'insorgenza del tumore o le scie chimiche, personaggi famosi che avrebbero fatto affermazioni poi rivelatesi totalmente false, come il Papa che sostiene Trump alle elezioni, fino a tutte le strampalate affermazioni di questi mesi su cosa provochi o guarisca il Covid.

Queste fake news sono appunto destabilizzanti proprio in ragione del fatto che se le prendiamo alla lettera senza filtri, senza porci domande sulla loro veridicità, spesso potremmo essere presi per matti o iniziare a credere a teorie complottistiche, negazioniste e altro. Ricordate la campagna sul fatto che l'uomo non sia mai andato sulla Luna? Oppure che la Terra sia piatta? Quindi il fatto che la stessa Luna sia tonda è perché la vediamo dalla sua parte piatta? Ma vi sembra? E i morti di Covid? Invenzioni. Ecco quindi che l'attività di certe persone sia da considerare davvero simile al terrorismo. Una forma di terrorismo più velata e meno esplosiva, ma pur sempre in grado di gettare le persone nel panico e nell'angoscia.

Questo è anche un effetto derivato dal fatto che noi abbiamo la tendenza a leggere sempre le stesse fonti di informazione, non confrontiamo idee diverse per paura di capire che quelli che non amiamo abbiano ragione. Se non siamo politici di professione, andiamo in edicola, sia quella vera che quella della rete, e leggiamo sempre la nostra testata preferita. Difficile cambiare, difficile trovare qualcuno che acquista quotidiani di deversa ispirazione o guardi contemporaneamente il sito di Repubblica e Il Giornale. Nel migliore dei casi viene considerata una inutile perdita di tempo.

Dobbiamo anche renderci conto che i tempi cambiano, con loro le nostre abitudini e negli ultimi decenni il mondo è diventato un proiettile sparato a folle velocità. Il secolo breve, quello appena passato, è già dimenticato. Normale che anche il mondo dell'informazione stia cambiando, ma questo non dovrebbe pregiudicare la nostra capacità di giudizio. Una delle cose più difficili di questi anni è conservare la propria razionalità, avere punti di riferimento costanti, conservare la propria discrezionalità. Il mitico libero arbitrio viene messo in crisi molto più che nel passato anche perché noi stessi siamo più fragili e ancora di più lo sono i nostri figli e nipoti che in questo brodo stanno crescendo. Il mio invito personale è a non perdere mai la propria coscienza, tenere gli occhi aperti ed usare il proprio cervello, cercando di resistere ai facili condizionamenti che strumenti sempre più raffinati possono creare, a volte inconsapevolmente, alla nostra capacità di giudizio. E' essenziale per poter credere in un futuro migliore per noi e per chi amiamo.

Per approfondire:



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