martedì 14 febbraio 2023

Ultima spiaggia

Faccio fatica a spiegarmi certe cose. Anzi, proprio non me le spiego. Ieri e oggi è accaduto un fatto straordinario, ma pare che non interessi a nessuno. Per la prima volta in una elezione di interesse nazionale, come le regionali di Lombardia e Lazio, non si è raggiunta la quota simbolica del 50%. Anzi, se in Lombardia si è appena superato il 40%, nel Lazio non si è arrivati nemmeno a quel dato. Ma per la politica e per i politici che ci governano e non, conta solo il risultato elettorale.

Se continua così, tra non molto tempo voteranno solo i candidati e, forse, gli amici e i parenti. Si va verso (anzi, si è già in pieno), una politica completamente autoreferenziale, distaccata dal mondo che dovrebbe invece coinvolgere con massima attenzione e che si limita ad arringare con dichiarazioni assolute e prive di ogni contatto con la realtà. Una pericolosa dicotomia tra vita reale e vita politica, che rischia davvero di essere una frattura insanabile.

Senza partecipazione, lo diceva già Gaber in tempi assolutamente non sospetti, non c'è libertà. Una politica autoreferenziale, poco visionaria e che è totalmente lontana dalla vita dei cittadini produce ciò che questi ultimi anni hanno dimostrato. Si fanno passare conquiste che soddisfano solo l'interesse di parte come conquiste della società, si fa populismo schietto il che significa che si afferma in modo categorico che quello che si vuole realizzare è ciò che il popolo si aspetta, anche quando questo non è assolutamente vero.

Volete un esempio? Bene, chiedete ai siciliani se vogliono che qualcuno si preoccupi delle loro strade e della sicurezza idrogeologica o se vogliono il ponte di Messina. Prima di chiederlo a chiunque altro, chiedetelo a chi si deve fare ore in auto per percorrere 100 chilometri. E in questo non assolvo nessuno, parlo di politica in senso lato. Poco mi importa del risultato odierno in queste due regioni perché non è un risultato accettabile, comprensibile e condivisibile. abbiamo il più basso livello di politici dal dopoguerra ad oggi, abbiamo l'affarismo e gli interessi di stati stranieri dentro i partiti.

Marionette che vengono tirate da fili invisibili con apparenti valori patriottici. La vergogna sta proprio nell'atteggiamento odierno di chi non sa più guardare a queste cose, ma si cura solo dello zerovirgola in più o in meno che gli permette di giustificare la propria linea politica. Ora, cari compatrioti, fatevene una ragione: o questa classe politica sparisce in toto e si riformano i partiti, costruendo ex novo una classe politica che abbia fatto scuola ed esperienza della politica, o abbiamo solo voglia di parlare di Costituzione a Sanremo... siamo all'ultima spiaggia.

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