I benzinai, dopo l'incontro col Governo, confermano lo sciopero per il 25/26 gennaio 2023.
Dopo che avevano aspettato che un Governo "amico" li ascoltasse, e non mandasse la Finanza a controllare i pressi alla pompa, facendo per di più intendere alla popolazione che i benzinai sono ladri. Essi si aspettavano che le accise fossero cancellate, in modo da poter far crescere il mercato, ma questo Governo le accise non le toglie, al di là dei proclami di Salvini sui 72 centesimi al litro che paghiamo e, ancora di più, di Meloni.
Il filmato del 2019 nel quale fa 50 euro di carburante e paga 15 euro al benzinaio e 35 al Fisco oggi lo potrebbero rifare Conte, Letta, Renzi o chiunque voglia ricordare a Meloni che chi tira una bomba non si può attendere che gli ritornino fiori. Meloni ha negato di aver scritto nel proprio programma la cancellazione delle accise, ma è stata smentita proprio dalla rilettura di quel programma, che forse lei ha già dimenticato.
Già, perché un conto è stare all'opposizione e poter dire e inventare quello che si vuole, riguardo la conduzione di uno Stato importante come l'Italia, ma quando ti ci metti a capo scopri che tutte le balle che ti sei inventata non funzionano, ma la gente te ne chiede conto. Se oggi il Governo può vantare i numeri che ancora ha, malgrado una serie di errori madornali, è solo perché le opposizioni sono ancora latitanti e velleitarie e Meloni ha un suo carisma innegabile, in grado di affascinare chi ha perso nel tempo il proprio senso critico.
Le opposizioni dicono le medesime cose, ma divise. Imperdonabile. Ma ancora più imperdonabile sarà il peso di queste bugie sulle prossime elezioni amministrative regionali, ed io spero che in Lombardia, almeno, gli elettori si ricordino che da 30 anni la regione è amministrata da una destra che già era consunta e pessima nell'amministrazione lo scorso mandato.
Nella memoria di Formigoni ed una parola per tutte vale la questione sanitaria, la gestione degli ospedali pubblici durante la pandemia di Covid e dove il personale è fuggito verso le cliniche private, dove queste ultime raccattano miliardi di euro per assicurare quei servizi che lo Stato e la Regione dovrebbero garantire per mandato costituzionale. Ed invece abbiamo 18 mesi di attesa per una visita specialistica con la sanità pubblica, con la spesa di un ticket, mentre con 250 euro potremmo avere la medesima visita da uno specialista privato nel giro di massimo 10 giorni. Auguro a tutti tanta salute.
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