Proprio in questi giorni una ricerca dell'Università del Texas nel Golfo del Messico ha trovato la prova che ad estinguere i dinosauri circa 66 milioni di anni fa è stato un asteroide, probabilmente una cometa, composta per la maggior parte di iridio, minerale poco diffuso sulla Terra. La prima traccia di questa ricerca risale al 1974, quando fu trovata una quantità anomala di iridio proprio da dei ricercatori italiani nella gola del Bottaccione, località presso Gubbio.
Per quasi 50 anni questa ipotesi è rimasta tale, ma proprio ora trova conferma perché i ricercatori Texani hanno trovato una placca di iridio risalente proprio a 66 milioni di anni fa davanti a Cancun, nel Golfo del Messico, ad una profondità di circa 600 metri dal fondo marino. Proprio dove si pensava che fosse caduto quel masso di circa 10 chilometri di diametro e che sprigionò una potenza pari a 10 miliardi di bombe atomiche come quella di Hiroshima.
Tutto questo mi ha portato a fare alcune riflessioni che vorrei condividere con voi. La prima: troviamo la prova di quell'immane disastro proprio nei giorni in cui una terribile pandemia sta minacciando l'intera razza umana. E' difficile che ci estingueremo per questo virus, ma di certo se nel 2020 una nazione come gli Stati Uniti d'America ha avuto mezzo milione di morti, l'ipotesi di una strage mondiale non è così banale. Gli effetti della caduta dell'asteroide furono un inverno durato 20 anni, temperature medie più basse sull'intera superficie terrestre di almeno 20 gradi (pensate che oggi con 3 o 4 gradi di differenza abbiamo effetti catastrofici come stiamo osservando per il riscaldamento globale), si generarono nuove specie come gli uccelli, discendenti diretti di antichi rettili che misero le piume e svuotarono le loro ossa per essere più leggeri, più piccoli e più agili nel volo.
La seconda: questa pandemia non passerà da questo pianeta senza aver fortemente caratterizzato il nostro futuro. Già oggi vediamo che, come per i dinosauri, quando cambiano i parametri vitali cambiano anche le capacità di adattamento. Faccio adesso un ragionamento al limite, seguitemi e se volete commentate: la ricerca scientifica ci fa capire e la comunicazione ci informa di come questa emergenza globale si sviluppi, cambi nella sua forma e cambi le nostre abitudini. Capacità di adattamento significa che se continuiamo a pretendere di vivere come prima, con feste, assembramenti, celebrazioni, comunità, divertimenti, in qualche modo ci estingueremo. Perché di fronte a questo pericolo abbiamo voluto mantenere un livello di vita simile e affine a quello che avevamo in precedenza. Siccome il virus non lo vediamo, il virus non esiste. "Ci vogliono far credere che esista..." e via così. Se avessimo spiegato ai dinosauri che sarebbe caduto un asteroide e che sarebbero morti tutti, ammesso che potessero capire, ci avrebbero riso in faccia.
E così per noi. Malgrado tutto, se non sei stato toccato dal virus, non ci credi, neghi la sua esistenza e pensi che qualcuno voglia dominare il mondo attraverso questa fandonia. Peccato che quel mezzo milione di morti, uno dei pochi dati certi di questa pandemia, sia lì a dirci che nel Paese più tecnologico del mondo si muore per una cosa che manco si vede. In tutta la sua storia, l'America non ha mai avuto un numero così grande di morti nemmeno sommando tutti quelli avuti nella prima e seconda guerra mondiale e pure quelli di Vietnam e Corea. Pensate.
Nel mondo abbiamo avuto finora in via ufficiale 2 milioni e mezzo di morti, ripeto quanto già detto in altre occasioni, per me ne manca quanto meno un milione. Ma se questo fosse successo anche solo 60 o 70 anni fa i morti sarebbero stati molte decine, ben più di quelli fatti dalla Spagnola, perché oggi disponiamo di medicine, ospedali e terapie che a quell'epoca non c'erano, come non c'erano i mezzi di comunicazione di oggi e le informazioni scientifiche di cui disponiamo, vaccini e antibiotici. Ci sentiamo in qualche modo invulnerabili, immortali. Falso.
Tutto questo ci porta a riflettere sui progressi scientifici che abbiamo raggiunto negli ultimi 50 anni. E a ciò che ci hanno lasciato credere. Questo nostro sentimento di invulnerabilità nasce dal fatto di sentirci padroni di ciò che ci circonda, possiamo creare realtà alternative, come con i video giochi, che sembrano vere, abbiamo una fantasia sfrenata e i film e le serie TV ci rendono anche prigionieri di questa fantasia al punto di non riuscire più a distinguere la realtà dalla fantasia. Sapere quale sia la serie più vista e premiata del 2019? Chernobil, Per far capire al mondo quanto fosse stato devastante dell'evento, c'é voluta una serie TV. Non bastavano le cronache, non bastava la memoria delle persone.
Così come questo virus, almeno in Italia, sta cancellando una intera generazione di anziani. La memoria del secolo passato, delle guerre, quelle che noi non conosciamo se non grazie ai telegiornali. Io ricordo la prima guerra del Golfo, trent'anni fa. La gente faceva scorte di ogni cosa, in due giorni i supermercati avevano terminato le scorte, ci furono persone che comprarono una montagna di cose che in buona parte, quando deperibili, fu buttata senza essere utilizzata.
Abbiamo paura di perdere il nostro benessere acquisito senza meriti, almeno noi che viviamo in paesi ricchi. Non abbiamo più il senso dell'accoglienza e della solidarietà, ma solo quello dell'economia e del guadagno, non si capisce nemmeno a quale fine. Perché quando hai 200 miliardi di dollari di patrimonio personale, non sai più né dove metterli né quale nuova impresa aprire.
Così ci estingueremo, come i dinosauri.
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