Ho atteso qualche giorno prima di scrivere qualcosa che potesse sembrare una scopiazzatura da qualche brandello di crisi di governo, ma purtroppo devo dire che oltre al nome di Draghi questa crisi non ha portato alcuna novità. Non ritengo una novità infatti che la Lega voti col PD, ma solo un male necessario. Ed anche il nome di Draghi non può essere considerato troppo nuovo, nel senso che avevo l'impressione che fosse in panchina in attesa di diventare il futuro Presidente della Repubblica.
Quindi quelle che potevano essere le mie idee in materia di economia e, soprattutto, finanza, sembra che non siano state scosse dalla nuova carica di ministeri. Pertanto continuerò il mio ragionamento così come lo avevo impostato, senza timore di essere né contraddetto, né apprezzato, visto che ho l'impressione di scrivere soprattutto per me. Ma anche così la cosa non mi dispiace.
Dunque, cosa vorrei vedere per il futuro? Partiamo dall'economia, che forse è anche quella più semplice e tutto sommato quella che è già più vicina a quella che è la mia idea di economia del futuro. Vedo perciò l'avvento di una economia verde, che previlegia l'ambiente e si impegna e rivedere tutte le filiere produttive nell'intento di salvaguardare in Pianeta, non solo a parole o per marketing, ma con un effetto riscontrabile in termini di economia circolare. Per contro, questo significa anche una revisione completa delle regole che finora hanno consentito di sviluppare economie non rispettose non solo dell'ecologia, ma anche della giustizia in termini di retribuzione e imposte, di valutazione della produzione del reddito e della tassazione del lavoro.
Si deve pertanto aprire una stagione di profonde riforme, soprattutto per la nostra amministrazione dello Stato e della cosiddetta burocrazia, che deve essere ridotta al minimo ed efficientata. Questo significa anche una completa ristrutturazione degli Enti preposti, sia in termini di numero che di qualità del lavoro prodotto. Quante volte nel passato abbiamo sentito parlare di Enti inutili, ma dopo decine di anni ancora esistenti e operativi, anche le se la ragione per cui erano stati creati ora non esiste più o è cambiata di obiettivo? In sostanza, si deve aprire una nuova stagione di trasformazione nel modo di operare del pubblico e del privato, col primo a supportare e facilitare l'opera del secondo. Sembra facile a dirsi, ma finora l'azione del pubblico è stata più di controllo e di ostacolo allo sviluppo di una efficace imprenditoria.
Per qualcuno questo fatto si sintetizza con la allocuzione "fare sistema". Io la traduco con "tirare tutti dalla stessa parte". Concetti semplici rendono semplici anche le cose complicate. Se abbiamo un apparato produttivo tra i più qualificati e preparati al mondo, se abbiamo scienziati, ricercatori e tecnici fra i migliori al mondo, non possiamo ostacolare la crescita facendo fuggire le menti migliori (e non per avere un migliore trattamento economico, ma semplicemente per trovare un posto di lavoro!) o fiaccando l'iniziativa perché non riusciamo a creare incubatori in grado di generare idee innovative.
E questo perché abbiamo anteposto la burocrazia alla nostra intelligenza, perché sappiamo che la gente è abituata a fare la furba e a dribblare le regole e pensiamo a regole sempre più stringenti e restrittive, delle quali chi vuole fregarsene lo può fare tranquillamente, mentre coloro che vogliono agire in modo legale e rispettoso delle regole si trovano impastoiati nella rete stessa che doveva catturare i malfattori. Dobbiamo anche prendere atto che le più grandi multinazionali internazionali non sono aziende produttive, ma soprattutto commerciali con residenza su Internet. La rete informatica costituisce la più grande novità anche per chi opera in industria e commercio, ma in molti casi essi sono molto frustrati dalla presenza di questi giganti che fatturano in un anno quanto un piccolo stato. Diventa difficile perfino per lo Stato calibrare le proprie azioni. La tassazione di queste mega aziende è sempre un rebus, spesso si fattura in Paesi che hanno una fiscalità favorevole e quindi si danneggiano invece quegli stati che producono l'esito di queste attività. I commercianti locali sono quindi i primi ad essere danneggiati da questo modo di procedere, ma è anche vero che la storia dell'evoluzione ci ha insegnato che ad estinguersi non è sempre il più piccolo, ma il meno capace di adattarsi alle nuove situazioni. Questo vale anche in economia.
Uno dei motivi per cui non siamo attrattivi per i capitali stranieri e quindi per investimenti che vadano a sviluppare quel tessuto imprenditoriale giovane di cui dicevo poco sopra, è proprio l'esistenza di leggi che sono più deprimenti che incentivanti e in cui la lentezza della Giustizia diventa uno spauracchio per cui è meglio girare al largo. Investono volentieri invece coloro che devono esportare capitali o creare relazioni poco chiare, dove, come si usa dire, "nel torbido si pesca meglio".
Solo da questi presupposti si può capire che senza una adeguata riforma radicale della pubblica amministrazione, della burocrazia e della giustizia, oltre ad un fisco più equo per le aziende e una più schietta gestione degli investimenti pubblici per creare le infrastrutture necessarie per muovere tutta l'economia, a partire dal Turismo che per noi è e resterà fondamentale, noi non avremo nessuna possibilità di affrancarci dall'enorme debito pubblico che ci assilla e non riusciremo a fare altro che essere subalterni a tutte le altre economie mondiali, delle quali diventeremo solo una appendice.
Ma c'è dell'altro, e per me è anche più importante di qualsiasi altra innovazione finora rappresentata. Si tratta di cambiare totalmente le politiche legate alla famiglia. Ora più che mai, se vogliamo avere un futuro non solo come Nazione, ma anche come popolo italiano. Da sempre lo Stato ha dedicato le briciole della sua finanza alle famiglie. Sgravi fiscali: inefficaci e non incisivi. in una nazione dove si fanno pochi figli forse la politica si è dimenticata di quali siano i costi per portare dalla gravidanza al completamento degli studi un bambino o bambina. Le mance erogate per decenni non hanno fatto adeguatamente supportato lo sviluppo familiare: no è vero che i figli sono un investimento, per i genitori certamente, ma lo devono essere anche per lo Stato che da solo figli non ne fa. E uno Stato che non mantiene i propri figli è uno Stato senza futuro.
Ci siamo sforzati di inventarci il reddito di cittadinanza, per scoprire che in molti casi si è trattato di soldi dati a pioggia, nel migliore dei casi, se non di vere e proprie frodi. Così come se parliamo di previdenza, abbiamo ciechi che ci vedono, storpi che corrono, sordi che ascoltano la radio. E non si tratta di miracoli. Abbiamo persone che muoiono ma si continua a tenerle in vita per mantenere la pensione, ci sono pensionati che mantengono la famiglia di figli e nipoti per permettere loro di avere un futuro. Tutto questo non è giusto, e di certo concorre l'onestà delle persone, prefigurando una propensione al crimine, alla truffa, a gabbare l'altro e questo per la resa della politica sempre alla ricerca del consenso.
E intanto le famiglie con figli, le uniche entità che possono essere davvero soggetti credibili per l'uso corretto di risorse pubbliche, continuano a dover stringere i denti per andare avanti. Famiglie di giovani che non vogliono figli perché non hanno risorse sufficienti: questo è una tragedia! Spendere gli anni migliori senza figli per cercarli poi in età più avanzata, con rischi per la vita della madre e del bambino. Una vecchia definizione assegna alla famiglia il ruolo di cellula fondante della società. Non si fa nulla con gli slogan, ma se escludiamo la famiglia dal circolo virtuoso che può nascere dalla sua esistenza, una volta di più stiamo minando il nostro futuro. La famiglia come "una cosa da ricchi"? Sì, se non si fa qualcosa alla svelta.
E dirò qui un'ultima cosa che spero faccia pensare qualcuno, magari nella stanza dei bottoni. In America sottrarre risorse al fisco mentendo sulle tasse è un reato federale (quindi comune a tutti gli Stati che la compongono) punito con pene detentive che in Italia non danno nemmeno a chi uccide la moglie. E questo ha un suo preciso perché, che viene quasi del tutto ignorato da noi. Perché se non si concorre alle spese comuni tutti sulla base del proprio reddito effettivo, lasceremo ad altri l'onere di questo contributo. Manderemo i nostri figli alla scuola, ci faremo curare dal medico o in ospedale, chiederemo protezione alle Forze dell'Ordine senza aver mai corrisposto quanto dovevamo. Ci lamenteremo dello stato delle strade e dell'illuminazione, perfino della buca davanti a casa, ma se non abbiamo pagato le tasse non ne avremmo il diritto. Se, come succede ora col virus Covid, dovessimo scoprire che centinaia o migliaia di persone hanno goduto di cure costose senza aver mai dato in tutto o in parte il loro giusto contributo alla finanza pubblica, quelle persone sarebbero ladri e forse perfino assassini, laddove la loro mancanza di onestà fiscale abbia impedito o rallentato l'erogazione di servizi sanitari a persone che invece hanno sempre contribuito secondo le loro disponibilità, causando loro danni maggiori o perfino la morte. Per questi motivi credo che si debba avere da una parte un fisco più giusto, che non chieda "alle solite persone" di dare il loro contributo fisso, come lavoratori dipendenti e pensionati fanno per certo, ma dall'altra crei i presupposti per un forte inasprimento delle pene per chi evade le tasse in tutto o in parte.
Sappiamo che la legge e di conseguenza la giustizia può essere facilmente aggirata. Dobbiamo creare presupposti perché questo non accada più, creando testi unici che raggruppino e magari cancellino leggi risalenti al Regno d'Italia e anche più recenti ma inadeguate, che siano più in linea con i tempi e con le tecnologie. La rivoluzione informatica si renda strumento di maggiore integrazione e velocizzazione di tutto l'impianto di leggi e dei processi, pur nella salvaguardia del diritto. Che però non deve essere a senso unico, ovvero solo di e per coloro che hanno le risorse economiche per zittire tutto e tutti.
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