martedì 9 marzo 2021

Sconfiggere il Gattopardo

Dunque. Il Governo si appresta a varare nuove misure anti covid che il CTS dice non essere state prese in considerazione dal Governo Conte a gennaio. Ma queste misure ricalcano quanto già avvenuto per il Natale, ovvero settimana rigida con pochissima mobilità e fine settimana "rosso", bloccati in casa. Come già successo nei mesi scorsi, succede poi che durante questi fine settimana il tempo sia splendido, quasi ad invogliare la gente a trasgredire queste indicazioni.

Ora, non sono mai stato un acceso sostenitore di Conte e del suo Governo, così come oggi non denigro il Governo Draghi a priori, ma a dire il vero, questa situazione mi spinge a fare alcune considerazioni. La prima è che non vedo ancora l'indirizzo che questo Governo sta dando alla crisi, quale sia la discontinuità: a parte il licenziamento di Arcuri, non sono state prese misure che configurino diversamente la sua attività.

E qui non vale il discorso per cui ci voglia del tempo per fare rodaggio: ne abbiamo già perso fin troppo nella gestione di questa ultima stupida crisi politica, senza senso pratico da parte dei partiti e senza senso di servizio da parte di tutti. Questo per me dimostra il limite estremo a cui la politica è giunta: assente nel momento in cui serve la sua azione di indirizzo e la gestione di un momento in cui l'unica parte da salvaguardare è il Popolo italiano.

Si parla di chiudere e dare ristori, esattamente come diceva Conte: quale discontinuità? Il Parlamento è esautorato del proprio potere da un Governo che lavora per DPCM: e come si fa a portare in discussione qualcosa che ha richiesto enormi mediazioni fra ministeri e che richiederebbe lunghe ed estenuanti discussioni tra gruppi parlamentari che tendono solo a moltiplicarsi come conigli, invece di prendere decisioni rapide? Poi magari venissero prese queste decisioni. E adesso parliamo di modificare domani un DPCM uscito ieri!

Abbiamo politiche sui vaccini, ma mancano i vaccini. Si è agito in ritardo, ma tutta Europa è in ritardo. Anche questo per la necessità di parlare, mediare, accontentare. Comunque non voglio e non posso dare colpa di tutto questo solo alla politica, perché questo virus gira tra la gente e la gente ha dimostrato grande stupidità.

Alludo al fatto che ci sia gente che nega perfino l'esistenza del virus ancora oggi, che ci siano assembramenti e richieste di libertà (ma chi nega la libertà?), che ci siano comportamenti che ancora non entrano nel nostro quotidiano come il semplice fatto di portare una mascherina. 

Lo hanno già detto in molti: ci siamo abituati a portare la cintura di sicurezza, a non fumare nei locali pubblici e non solo, ma non riusciamo a mettere uno strumento che salvaguarda noi e gli altri da una comune minaccia. Compriamo tute sportive e fingiamo di correre maratone per poter avere la scusa per uscire anche nei giorni in cui non sarebbe possibile, sempre per questa presunta soppressione di libertà.

Eppure vorrei anche ricordare a coloro che si lamentano di queste misure che con questi comportamenti ad essere danneggiati sono proprio coloro che sono più esposti: bar, ristoranti, discoteche, perfino la scuola che diventa luogo di sofferenza e di diffusione della malattia. Quest'anno sono crollate le malattie stagionali, eppure non è stato un inverno semplice, ha piovuto e nevicato come non succedeva da tempo, proprio grazie alle mascherine. Forse dovremmo continuare ad usarle anche nei prossimi anni, forse hanno più efficacia dello stresso vaccino dell'influenza normale.

Non siamo andati in montagna questo inverno, rischiamo di non andare al mare questa estate. Si ferma il turismo, si ferma buona parte del nostro prodotto interno lordo. Forse mai come in questi momenti ci stiamo rendendo conto che l'Italia è un Paese unico al mondo, con una ricchezza straordinaria di storia e arte, che ne fanno la nostra prima fonte di reddito. Ma nemmeno per questo riusciamo a sostenere le nostre imprese. In compenso, continuiamo a far giocare a calcio perché altrimenti la sera non sapremmo cosa guardare, vista la qualità dei programmi proposti.

Abbiamo ragazzi che fanno la seconda elementare (lo dico per esperienza personale) cui manca il vero rapporto di socialità con scuola e compagni, che non hanno visto per mesi lo scorso anno e vedono da settembre solo per gli occhi, avendo il volto coperto dalla mascherina. Bambini di 7 o 8 anni che portano senza lamentarsi questo strumento per 7 o 8 ore al giorno. Dovremmo imparare da loro molte cose. Dovremmo cambiare il nostro modo di pensare, perché finora a perdere col virus siamo stati tutti noi, per tutte le scelte personali, sociali e politiche sbagliate che sono state fatte. Per cambiare qualcosa dobbiamo cambiare noi. Esattamente il contrario del Gattopardo.

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